.

Quando la biblioteca divenne libreria con le sbarre
Mi presento: sono una dottoranda dell’università di Firenze. Da più di un anno mi occupo di uno scrittore caduto nell’oblio di origine alsaziano lorenese che scriveva sia in francese che in tedesco le cui opere sono disperse tra la biblioteca nazionale di Francia, l’archivio di letteratura tedesca di Marbach in Germania ed una piccola fondazione appoggiata alla biblioteca municipale della ridente cittadina di Saint-Diè de Vosges (Lorena). Se si entra in una libreria, a Parigi come a Berlino, fanno tutti gli occhi stupiti quando sentono il nome del poeta in questione. E chi sarà mai Yvan Goll? In commercio non esiste pressoché niente, nessun editore, né francese, né tedesco, ha mai finanziato la recente pubblicazione di qualche opera di questo autore che per altro tradusse per la prima volta Joyce in tedesco, Benn e Trakl in francese, che conobbe Marc Chagall e che fu rivale di André Breton e Paul Celan.
Ha scritto poesie, romanzi, pièces teatrali e brevi saggi proclamandosi appartenente dell’una o dell’altra avanguardia. L’unica opera che si trova sul mercato on-line e non certo tra gli scaffali di una libreria è la raccolta della sua opera lirica in quattro volumi a cura di Barbara Glauert-Hesse in tedesco che, ad uno sguardo attento, è per altro incompleta. Come consolazione si può trovare, sempre se si ha fortuna, qualche edizione dei primi del novecento, presso antiquari o venditori on-line, a prezzi folli e nel dire ciò non esagero!La raccolta di poesie intitolata Le nouvel Orphée per esempio si aggira intorno ai 6000 €. Per poter sapere di più su Yvan Goll, allora, non v’è altra strada da percorrere se non quella delle biblioteche… ed ecco qui un breve resoconto delle mie esperienze:
La biblioteca municipale di Saint-Dié, paese natale dell’autore suddetto, depositaria del fondo Goll (Yvan e della moglie Claire) è gestita dalla signora Nadine Albert-Ronsin, persona gentilissima e cordiale, impiegata del comune che ha saputo rendere il suo lavoro d’impiegata appassionante come quello di un ricercatore e che deve molto al marito, purtroppo da pochi anni defunto, fondatore della fondazione d'amicizia Claire ed Yvan Goll. In questa istituzione, dopo essersi presentati e ricordando che siamo venuti per ragioni di studio, tutto si svolge in modo abbastanza semplice. Da un archivio cartaceo consultabile direttamente si leggono e si copiano signatura e titolo dell’opera desiderata attraverso l’analisi attenta delle schede dei documenti di nostro interesse e si chiede aiuto a Nadine, la quale, efficiente, svelta e precisa, scende nel fondo e risale con i documenti richiesti. Sembra di essere in un ambiente al di fuori dal tempo e dello spazio dove si trovano ancora persone invece di schermi a cristalli liquidi, dove si sfogliano ancora pagine ingiallite invece di cliccare con il mouse… il rapporto che si stabilisce è basato su una fiducia che nasce dall’amore per la conoscenza e per la poesia dell’autore. Questo rende le persone di oggi che condividono tale passione complici e pronte al reciproco aiuto, in modo disinteressato.
Purtroppo non tutto ciò che riguarda Goll si trova a Saint-Diè, causa la sua vasta e multilingue produzione. Il non essere diventato famoso è stata poi un'altra causa per cui nessuno si è preoccupato di raccogliere il materiale che lo riguarda in un'unica sede. Se si vuole conoscere, non dico tutto, ma la maggior parte delle sue opere, manoscritti restati inediti ed articoli per riviste dell’epoca bisogna compiere un vero e proprio pellegrinaggio lungo le rive del Reno ed est e ad ovest…
Prima tappa: BNF Parigi:
Per accedere alla nuova sede della biblioteca nazionale di Francia è necessario fare un controllo proprio come in aeroporto. Controllano sia eventuali bagagli e borse che la persona. L’edificio è bellissimo: tutto in vetro ed in legno, moderno elegante e luminoso. Soffitti altissimi e temperatura ideale. Tuttavia non è così accogliente, come potrebbe sembrare a una prima descrizione. Si ha l’impressione, infatti, che qui la gente sia di passaggio e non possa restarvi a lungo. Venire qua a poche settimane dopo l’esperienza di Saint-Diè è un’esperienza davvero sconcertante. Qui regna la tecnologia dell’ultima generazione e l’efficienza, ma gli impiegati della BNF non sembrano più persone ma automi a servizio della grande azienda.
Il paragone iniziale con l’aeroporto che viene in mente per associazione involontaria, è tutt’altro che casuale. Una volta superato il controllo è la volta del guardaroba. Si lascia soprabito e zaino per avere in cambio una cartella di plastica rigidamente trasparente in cui mettere gli effetti personali. Sembra proprio che la paura del furto o attentato condizioni pesantemente le procedure laboriose sì, ma non difficili. Gli impiegati sono svelti, dinamici e gentili. Tutti in divisa, gel e profumo, che rispondono sistematicamente e in coro alle domande dei “clienti”. Mi domando allora se questi siano tanto diversi dagli steward dell’aeroporto Charles De Gaulle.
Per entrare in qualunque sala vi è una sbarra superabile solo attraverso l’inserimento di una carta magnetica. Per avere questa è necessario passare da un ufficio nell’ala est. Come in tutta Parigi, anche qui alla biblioteca nazionale di Francia è impossibile perdersi, ci sono mappe ogni 100 metri e, qualora si soffrisse di una forte miopia, gli “steward” dei libri rispondono cordiali e in un francese straordinariamente comprensibile. Trovato l’ufficio a noi necessario si aspetta per una ventina di minuti il proprio turno e poi ,dopo aver visto il numero del nostro biglietto sul monitor, ci si dirige al desk assegnatoci. Sembra calcolata anche l’attesa che si colloca in quel margine di tempo ancora tollerabile. All’impiegato si espone la lettera del prof. emerito della Sorbona che ci presenta e ci autorizza alle ricerche alla BNF. Allora ci viene risposto con un sorriso. Ci rassicurano dicendoci che non vi sono problemi, che sono la benvenuta e ci vien augurato “Bonne chance”. Poi, nell’istante successivo, ci viene presentato il conto con la massima cortesia e disponibilità. Sorge spontanea la domanda su cosa sarebbe successo se ci fossimo presentati senza letterina magica. Probabilmente ci sarebbe stata una differenza nel prezzo.
Dopo le varie burocrazie e presentazioni ci dicono che bisogna pagare, poiché purtroppo la biblioteca nazionale di Francia non può più permettersi di essere gratuita. Il tariffario prevede tuttavia diverse opzioni a seconda delle esigenze. A questo punto mi domando: ma non dovrebbe essere mio diritto poter accedere a queste fonti? Non dovrebbero esser grati questi francesi di aver gente come me che vuol scrivere e possibilmente pubblicare su un autore dimenticato da tutti?Nessuno, eccetto la sottoscritta sembra porsi questa domanda. Le impiegate non sembrano affatto bibliotecarie, ma piuttosto agenti di rete telefoniche che cercano di promuovere il loro prodotto. Sono però ben consapevoli di aver l'esclusiva su ciò che vendono, dal momento che chi sta loro di fronte si è macinato chilometri per poter prendere visione di un dato libro in loro possesso! A differenza delle biblioteche vecchio stampo qui non può esistere ignoranza, ma nemmeno il suo opposto, ossia simpatia, amore per la scienza e complicità. Vige invece sempre una fredda e distaccata cortesia. Tutti sono disposti ad aiutare, non sembrano esserci particolari limiti al prestito, tutto è regolato dal denaro che uno è disposto a spendere, pardon, trattandosi di cultura, a investire!
Elisabetta
.
.

0 commenti:
Posta un commento